You are currently browsing the tag archive for the ‘Nebula’ tag.

Dal 1975 la SFWA, l’associazione che riunisce gli autori americani di fantascienza è fantasy, assegna il titolo di Grand Master (dal 2002 dedicato alla memoria di Damon Knight, autore, curatore e critico, nonché tra i fondatori dell’associazione, che conta oggi oltre 1.900 iscritti nel mondo) a un autore che con il suo lavoro ha dato un contributo incisivo e determinante alla storia del genere. Il primo a essere insignito, quell’anno, fu Robert A. Heinlein, e dopo di lui è stato il turno – tra gli altri – di Fritz Leiber (1981), Arthur C. Clarke, Isaac Asimov, Alfred Bester e Ray Bradbury (tra il 1986 e il 1989), Ursula K. Le Guin (2003), Harlan Ellison (2006) e Samuel R. Delany (2014), per citare solo alcune tra le 35 leggende viventi onorate da questo riconoscimento.

Foto di Jason Redmond per Wired.

L’ultimo in ordine di tempo, annunciato ieri dal bollettino della SFWA, è William Gibson, che da queste parti non ha certo bisogno di presentazioni. Ne ho scritto così tanto che probabilmente fate prima a esplorare i post del blog contrassegnati dal suo tag (dall’inizio dell’anno mi accorgo che è già la terza volta che lo taggo, ed  è appena trascorsa una settimana), ma anche fuori da Holonomikon ricordo che trovate un profilo in due parti di qualche anno fa (che necessita prima o poi di essere aggiornato), un pezzo giovanile scritto in occasione del suo 60esimo compleanno e qualche recensione dei suoi ultimi lavori:

Nella sua motivazione, il presidente della SFWA Cat Rambo ha dichiarato:

William Gibson ha coniato la parola cyberspazio nel suo racconto La notte che bruciammo Chrome, sviluppando quel concetto due anni dopo nel romanzo Neuromante. Ha forgiato un corpo di opere che hanno giocato un ruolo di spicco nella definizione del movimento cyberpunk, esercitando un’influenza su decine di autori di cinema, letteratura, giochi, e su creativi di ogni tipo. Non contento di essere uno degli scrittori più autorevoli in un solo sottogenere, ha poi aiutato a definire il genere steampunk con Bruce Sterling nel loro lavoro a quattro mani La macchina della realtà. Gibson continua a produrre opere tese ed evocative che riflettono l’angoscia e le speranze del XXI secolo. Essere un Grand Master della SFWA significa essere un autore di speculative fiction che ha plasmato il genere rendendolo ciò che è oggi. Gibson ricopre abbondantemente questo ruolo.

Il conferimento ufficiale del titolo avrà luogo in occasione dell’annuale cerimonia di consegna dei premi Nebula, a Los Angeles, il prossimo 16-19 maggio.

Questa copertina è stato il primo punto di contatto tra me e Gibson: se non era il 1993, era il 1994 (un quarto di secolo abbondante, insomma… e chi l’avrebbe mai detto?):

cw_69_350Non leggo molta narrativa in lingua originale, sicuramente non quanto dovrei e vorrei. Articoli sì, molti: sicuramente la parte più abbondante della mia razione quotidiana è in inglese. Ma con la narrativa il mio istinto tende a frenarmi: il dubbio che il SNR vada pericolosamente a zero troppo spesso si rivela un ostacolo bloccante. Poi, di tanto in tanto, mi capita di leggere un racconto come Immersion, di Aliette de Bodard, vincitore di due tra i più prestigiosi premi del settore (il Nebula e il Locus) per la miglior storia breve dell’anno. E realizzo due cose.

La prima, che ci sono racconti magnifici, magari non ancora tradotti in italiano, che sanno farsi apprezzare anche nella loro forma originale con uno sforzo davvero minimo. La seconda, che non dovrei cercare di nascondere la mia pigrizia dietro astruse metafore tecno-ingegneristiche…

Comunque sia, Immersion è un racconto che parla di emarginazione e alienità, ambientato in una società galattica dai forti connotati postumani, scritto con una maestria stupefacente. Aliette de Bodard (questo il suo sito personale) è un’autrice che merita attenzione: di origine franco-vietnamita, vive a Parigi, dove lavora come ingegnere informatico, e negli ultimi anni si è andata conquistando una popolarità crescente con i suoi racconti di fantascienza e i romanzi del ciclo Obsidian and Blood, una saga mystery sospesa tra fantastico e storia alternativa, ambientata in un mondo dominato dalle culture azteca e cinese. Odissea Fantascienza ha recentemente dato alle stampe la sua novella del 2012 On a Red Station, Drifting (con il titolo Sulla Stazione Rossa, alla deriva), ambientato nello stesso universo di Immersion, che peraltro sarà invece incluso nel prossimo numero di Robot. Di madrelingua francese, De Bodard scrive le sue storie in inglese, e il suo caso richiama alla mente quello di altri autori che negli ultimi tempi hanno saputo meritarsi l’attenzione degli appassionati anglofoni di science fiction: due su tutti, Ken Liu (cinese trapiantato in America, classe 1976) e Hannu Rajaniemi (finlandese emigrato in Scozia, classe 1978).

Sulla sua esperienza di scrittrice, Aliette de Bodard ha scritto numerosi articoli, tra i quali penso che almeno un paio dovrebbero risultare di interesse per chiunque voglia cimentarsi come autore in una lingua che non sia la propria: questo sul rapporto tra lingua e cultura, e quest’altro ispirato dalla sua professione di autrice.

Immersion è apparso originariamente sul numero 69 di Clarkesworld, datato giugno 2012. Clarkesworld è una delle riviste più vitali del panorama fantascientifico odierno e ha il non trascurabile merito di rendere disponibile sul suo sito web – in forma del tutto gratuita – la narrativa pubblicata mensilmente in ogni nuova uscita del magazine. Una ragione in più per dedicare un’oretta del vostro tempo a questo racconto, se proprio non riuscite ad aspettare l’uscita di Robot. Scommettiamo che saprà ripagare la lettura fino all’ultimo minuto?

Direttive

Vivere anche il quotidiano nei termini più lontani. -- Italo Calvino, 1968

Neppure di fronte all'Apocalisse. Nessun compromesso. -- Rorschach (Alan Moore, Watchmen)

United We Stand. Divided We Fall.

Avviso ai naviganti

Mi chiamo Giovanni De Matteo, ma per brevità mi firmo X. Nel 2004 sono stato tra gli iniziatori del connettivismo. Leggo e guardo quel che posso, e se riesco poi ne scrivo. Mi occupo soprattutto di fantascienza e generi contigui. Mi piace sondare il futuro attraverso le lenti della scienza e della tecnologia.
Il mio ultimo romanzo è Karma City Blues.

Altrove in 140 caratteri

Segui assieme ad altri 102 follower

novembre: 2019
L M M G V S D
« Ott    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: