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Wanderers - The Open Road

Pubblicato da nemmeno un mese, c’è un cortometraggio fantascientifico che sta facendo il giro della rete, rimbalzando da un sito a un altro. Ho avuto modo di vederlo qualche giorno fa su io9 grazie alla pronta segnalazione di Ivan Lusetti e oggi me lo ritrovo replicato dappertutto, sui social network e sui siti non solo di settore. S’intitola Wanderers e a realizzarlo è stato l’artista digitale e animatore svedese Erik Wernquist, spinto dalla sua passione per l’esplorazione spaziale e ispirato dalle visioni fantascientifiche di Kim Stanley Robinson e Arthur C. Clarke, nonché dalle illustrazioni del leggendario Chesley Bonestell. Realizzato come un documentario, Wanderers si avvale del commento fuori campo – non autorizzato, per ammissione dello stesso Wernquist – di Carl Sagan.

Wanderers - Verona Rupes Uranus

Nel corso di poco più di 3 minuti, Wernquist ripercorre il cammino futuro dell’uomo – tornato nomade e riscopertosi pioniere – attraverso il sistema solare. E ci lascia senza fiato davanti alla vivida bellezza dei panorami alieni, resi ancora più sublimi e perturbanti dai segni di un processo di antropizzazione in fase più o meno avanzata: ascensori spaziali, miniere asteroidali, avamposti nel deserto marziano e sulle lune di Giove, Saturno e Urano. Il risultato è talmente suggestivo da lasciare attoniti, a riflettere sulla missione che ci attende e a domandarci cosa stiamo aspettando ad intraprendere questa lunga marcia verso la Nuova Frontiera.

Wanderers – a short film by Erik Wernquist from Erik Wernquist on Vimeo.

Katedra è un corto di Tomasz Bagiński del 2002, tratto da un racconto del pluripremiato autore polacco Jacek Dukaj, dei cui libri Bagiński è anche copertinista. Considerata la varietà dei temi che emerge già dalla pagina Wikipedia a lui dedicata, Dukaj è sicuramente da tenere d’occhio. La Cattedrale, il racconto in questione, ha dato anche il titolo alla prima antologia compilata dai lavori di Dukaj per i lettori italiani: merito di Voland, coraggioso editore romano, che malgrado una traduzione un po’ zoppicante confeziona una sintesi straordinaria della sua produzione, e un saggio delle sue abilità portentose.

Sensibilità eterogenee si amalgamano nella penna di questo scrittore, capace di far convivere le suggestioni della teoria del caos e la mistica della rivelazione, la violenza delle strade latino-americane e gli inquietanti dilemmi morali che si accompagneranno ai contatti con le misteriose entità che si nascondono nella notte cosmica. Il tutto narrato con impareggiabile grazia affabulatoria, e con pagine di terrificante bellezza, sospese tra abissi di orrore alieno (ma non solo) e spiragli di una irredimibile trascendenza.

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Mi chiamo Giovanni De Matteo, per gli amici X. Nel 2004 sono stato tra gli iniziatori del connettivismo. Leggo e guardo quel che posso, e se riesco poi ne scrivo. Mi occupo soprattutto di fantascienza e generi contigui. Mi piace sondare il futuro attraverso le lenti della scienza e della tecnologia.
Il mio ultimo romanzo è Karma City Blues.

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