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Che il 2019 sia stato un anno eccezionalmente prolifico, soprattutto per i miei standard attuali, lo dimostra il fatto che ho dovuto separare il resoconto sull’annata del blog da questo, in cui passerò in rassegna i miei contributi extra-olonomici. Nel corso dell’anno che si chiudei in queste ore ho pubblicato, in riviste, webzine e raccolte, 15 articoli (dove non specificato diversamente, su Quaderni d’Altri Tempi) e 3 racconti:

E per finire, una corposa intervista a Carmine (sempre per Delos) sul tema delle intelligenze artificiali, altro tema di cui mi sono occupato estesamente negli ultimi anni.

In sostanza, non mi posso davvero lamentare. Inoltre inseriamo nel pacchetto anche l’attesa edizione cartacea di Karma City Blues, che a quanto pare si sta destreggiando ancora abbastanza bene, e il servizio è davvero completo.

In queste ultime ore del 2019 stanno inoltre prendendo forma almeno due racconti che dovrebbero vedere la luce nel corso del 2020, in progetti piuttosto ambiziosi, e comincia a riscaldare nuovamente i motori un’antologia che andrà in rampa di lancio entro la prossima primavera. Di più al momento non posso dire, ma si tratta di tre iniziative a cui sono molto legato.

Una possibile nota di rammarico è rappresentata dal fatto che mi sarebbe piaciuto riuscire a fare molto di più per Next Station, che prima o poi dovrà decollare nuovamente. Intanto, però, abbiamo pubblicato un articolo eccellente di Linda De Santi sulla letteratura distopica delle donne, ed è stata già di per sé un’enorme soddisfazione.

Last but not least: visioni e letture. Nel 2019, dopo quasi un anno di più o meno volontario esilio, siamo tornati al cinema, ma senza vedere nulla di davvero memorabile da segnalare. Più soddisfacente è stata invece l’annata televisiva: oltre alle novità (Chernobyl, Watchmen, la terza stagione di True Detective e l’ancor più atteso, per quanto tutt’altro che soddisfacente, finale di Game of Thrones), sono riuscito finalmente a completare Halt and Catch Fire, ho avuto modo di riguardare con calma (e apprezzare) Save Me e sono giunto al giro di boa di Mr. Robot e all’ultima stagione di Breaking Bad. Prima o poi magari riparleremo delle cose di cui già non abbiamo parlato nel corso del 2019.

Quanto alle letture, stando alle statistiche di aNobii avrei letto 28 libri per complessive 6.547 pagine, ma come sempre si tratta di un’approssimazione per difetto visto che diversi titoli, tra fumetti da edicola e e-book, sfuggono alla classificazione del social network più odiato da chi legge. Motivo, tra gli altri, che mi induce a usarlo sempre meno.

Prima di chiudere, proviamo ad abbozzare una lista di propositi per il 2020? Partiamo con questi tre, che mi sforzerò di portare a termine nell’arco dei prossimi 12 mesi:

  1. Completare il nuovo romanzo, lasciato in stand-by dalla scorsa primavera
  2. Ridurre l’acquisto di nuovi libri cartacei a non più di sei rilegati e ventiquattro tascabili (impresa ardua, viste le medie degli ultimi anni, ma resa ormai necessaria dalla cubatura ormai prossima all’esaurimento delle mie librerie, che comporterà la conversione al digitale per almeno i due terzi dei titoli acquistati – negli ultimi anni circa )
  3. Completare l’inventario della biblioteca (altra impresa resa improrogabile dalla necessità di tenere traccia efficacemente dei nuovi arrivi e dei progressi di lettura, visto il servizio sempre più penoso offerto da aNobii)

A questi se ne aggiunge in realtà un quarto, ma per il momento lo lascio sospeso, non perché di difficile attuazione, ma perché legato almeno in parte alle iniziative in corso (e ai punti precedenti): negli ultimi due mesi sono già riuscito a ridurre la mia presenza sui social network fino a meno di un’ora al giorno di media su Facebook, traendone benefici dal punto di vista della gestione del tempo, delle emozioni (rabbia, frustrazione, picchi da esaltazione adrenalinica e abissi di depressione ridotti ai minimi storici) e, prevedibilmente, della produttività.

Diverse letture (alcune passate in rassegna in questo articolo, forse il più impegnativo che abbia scritto negli ultimi dodici mesi) mi hanno portato a meditare questo cambio di abitudini. L’idea è di continuare a combattere i cattivi comportamenti che assecondano il controllo del capitalismo cronofago sulle nostre giornate, portando a termine un ritiro definitivo da almeno un paio di social (per il momento la pole position è contesa proprio tra aNobii e la creatura di Zuckerberg, anche grazie alle evidenze emerse nell’ambito dello scandalo Cambridge Analytica) entro il 2021. Ma non escludo di farlo prima.

E con questo, dal mio 2019, l’anno dei replicanti e di Akira, è davvero tutto. Godetevi questi sgoccioli e passate degli splendidi momenti con chi volete e vi vuole bene. E se avete voglia di condividere il vostro bilancio del 2019 e i propositi per il nuovo anno, lo spazio dei commenti è come sempre a vostra disposizione.

Buon 2020! Ci troviamo di nuovo qui l’anno che verrà.

Su Quaderni d’Altri Tempi, è uscita oggi una lista dei preferiti (album, libri, lungometraggi e serie televisive) del 2019, selezionati tra le segnalazioni della redazione. Tra gli altri troverete anche i miei contributi, che comprendono:

  • Respiro di Ted Chiang
  • Nato nella paura di Matt Cardin/Thomas Ligotti
  • La ragazza scomparsa di Shirley Jackson
  • Scary Stories to Tell in the Dark di Alvin Schwartz
  • Watchmen
  • Chernobyl

Buona lettura!

Che anno hanno avuto Holonomikon e il suo blogger? Da quando esiste (anno di grazia 2013), il 2019 è stato l’anno di maggiore attività del blog: una cosa che non avevo preventivato, ma che ho provato a pianificare in corso d’opera al meglio delle mie possibilità. Il che mi ha permesso, tra alti e bassi, di tornare a ritmi (quasi) confrontabili con quelli del glorioso, vecchio Strano Attrattore.

Questo è infatti il post numero 107 dell’anno solare, per un totale finora di 73.462 parole, con una media di 693 parole ad articolo. Sono particolarmente affezionato ad alcune delle cose che ho pubblicato quassù nell’ultimo anno. In particolare penso ai seguenti post:

A cui si aggiungono i post più apprezzati dai lettori, premiati dal numero di visite ricevute:

A mio insindacabile giudizio, è quanto di meglio ha offerto Holonomikon nel 2019. Sarà difficile ripetersi nel 2020 e per questo è inutile e dannoso fare dei propositi che finirei inevitabilmente per tradire.

Dimenticavo, il blog ha ospitato a puntate la riedizione di Orizzonte degli eventi, uno dei miei racconti più apprezzati dai lettori, ma ormai quasi introvabile, che è tornato finalmente disponibile a partire da questo link. Storia analoga per Red Dust, che è tornato disponibile grazie all’interessamento del Club GHoST in una nuova versione, ripulita e ripotenziata. Ma questo già non riguarda più il blog ed è quindi il caso di rimandarvi, per tutto il resto, al post di fine anno.

Se proprio vogliamo, quello che manca in un libro come Nato nella paura, la raccolta delle interviste rilasciate da Thomas Ligotti curata da Matt Cardin, è un indice dei titoli e dei nomi che aiuti il lettore a recuperare il bandolo della matassa dei riferimenti disseminati dal bardo oscuro di Detroit nelle sue confidenze. Con il proposito di colmare almeno in parte quella lacuna, riporto qui di seguito una bozza da me predisposta durante la lettura. Non posso escludere dimenticanze o omissioni, ma credo possa ambire a un grado di accuratezza prossimo o superiore al 90%.

Nota: i titoli sono in corsivo, gli autori in tondo; i titoli dei racconti di Ligotti sono riportati come citati nel testo, anche laddove siano già presenti delle traduzioni italiane; tra parentesi i numeri delle pagine contenenti le relative menzioni. Il simbolo ⇒ si riferisce ai richiami tra i diversi testi e autori.

Racconti di Ligotti che richiamano Lovecraft e i Miti

I mistici di Muelenburg (22, 23)
La setta dell’idiota (22, 240, 241, 243)
Vastarien (22, 36)
La voce nelle ossa (36)

Racconti di Ligotti ispirati alle sue letture

L’ultima avventura di Alice (26, 111) ⇒ Lewis Carroll
Sogno di un manichino (35, 39) ⇒ Vladimir Nabokov
Il più grande festival delle maschere (35) ⇒ Samuel Beckett, Ramsey Campbell
Mascherata della spada morta (35, 250) ⇒ Edgar Allan Poe
I patimenti del dottor Thoss (35, 109) ⇒ M. R. James, Harry Morris
Bevi a me solo con occhi labirintini (27, 35, 63) ⇒ Stanley Elkin, Gòngora, Donne, Marvell, Ben Johnson
Clinica del dottor Locrian (72), La straziante resurrezione di Victor Frankenstein (196) ⇒ Mary Shelley
La macchia astronomica (86) ⇒ Bruno Schulz
L’isola del dottor Moreau (197) ⇒ H. G. Wells

Racconti di horror corporativo

I Have a Special Plan For This World (74, 81, 83, 110, 122-123, 187) ⇒ My Work Is Not Yet Done (74, 80, 81, 83, 85, 101, 123, 124, 178-179, 223, 225) ⇒ The Nightmare Network (75, 83, 122) ⇒ Il nostro supervisore temporaneo (84, 123) ⇒ A favore dell’azione punitiva (84, 123) ⇒ Purezza (123) ⇒ Il responsabile cittadino (123, 162-163)

Altri titoli di Ligotti

L’abisso delle forme organiche (87)
L’arte perduta del crepuscolo (33)
I bozzoli (84, 109)
Il chimico (62, 66, 84, 101)
Le consolazioni dell’orrore (38)
Conversazioni in lingua morta (39)
Di notte, al buio. Appunti critici sulla narrativa del mistero (208)
Dr. Voke e Mr. Veech
(143, 197)
Les Fleurs
(197)
The Frolic
(156-157)
Ghost Stories for the Dead (124)
In una città straniera, in una terra straniera (69, 187)
Luna park (86)
La Medusa (37)
Il miraggio eterno (64)
The Night School (110)
Gli occhiali nel cassetto
(69, 109)
L’ordine dell’illusione (109)
Il pagliaccio marionetta (164-165, 168)
The Shadow at the Bottom of the World
(63, 85, 110, 245)
I sonagli suoneranno per sempre (70)
Teatro grottesco
(66, 122)
La torre rossa (171-172)
L’ultimo banchetto di Arlecchino
(70, 121-122, 133, 154, 184, 232)
Il villino (64, 109, 243)

La cospirazione contro la razza umana (ampiamente citato)
Crampton (sceneggiatura scritta con Brandon Trenz, 89-91)

Modelli e fonti di ispirazione di Ligotti

Charles Baudelaire (62, 234)
Samuel Beckett (26, 38, 44, 239)
Thomas Bernhard (44, 91, 116-118, 126, 172, 216)
Aloysius Bertrand (44)
Algernon Blackwood (21, 22, 34)
William Peter Blatty (107)
Jorge Luis Borges (35, 44, 69, 126, 212)
Joseph Payne Brennan (34, 68, 92)
William S. Burroughs (69, 75, 118, 126, 216)
Dino Buzzati (44, 68, 73, 229)
James Branch Cabell (107, 110)
Ramsey Campbell (43, 92, 212)
Raymond Chandler (216, 248)
E. M. Cioran (35, 69, 97, 117, 133, 171)
Samuel Taylor Coleridge (220)
Géza Csàth (73)
Rubén Dario (62)
Len Deighton (174)
Philip K. Dick (174)
Arthur Conan Doyle (ampiamente non citato)
Ronald Firbank (107)
Gustave Flaubert (36)
William H. Gass (216)
Nikolaj Vasil’evič Gogol’ (26, 40, 216, 229)
Witold Gombrowicz (229)
Stefan Grabinski (233-235)
John Grisham (174)
Sadeq Hedayat (62)
E.T.A. Hoffmann (38, 229)
Joris-Karl Huysmans (62)
Henry James (113)
M. R. James (22, 33, 34, 41, 92, 227)
Franz Kafka (86, 92, 212, 229)
T.E.D. Klein (43, 92, 212)
John Le Carré (173)
Giacomo Leopardi (69)
H. P. Lovecraft (ampiamente citato)
Arthur Machen (21, 22, 41, 92, 128)
Vladimir Nabokov (26, 35, 126, 210)
Mervyn Peake (110)
Edgar Allan Poe (ampiamente citato)
Hagiwara Sakutaro (62)
Bruno Schulz (35, 44, 73, 86, 92, 118, 126, 211, 235-238, 244)
Arthur Schopenhauer (97, 137, 231-232)
William Shakespeare (131, 170)
Logan Pearsall Smith (44)
Gertrude Stein (216)
Hunter S. Thompson (221)
Roland Topor (40)
Georg Trakl (44)
Lev Nikolàevič Tolstoj (170)
Mark Twain (119)
Paul Valéry (86, 246)
Paul Verlaine (62)
Stanislaw Ignacy Witkiewicz (238)
Peter Wessel Zapffe (ampiamente citato)

Decadentisti francesi (38, 44, 62, 216)
Espressionisti tedeschi (35, 38)
Poeti metafisici inglesi (35)
Scrittori buddhisti (97)
Tragedia giacobita (216)

Opere di altri autori

J. Améry, Levar la mano su di sé (134)
S. Beckett, Aspettando Godot (49)
D. Benatar, Meglio non essere mai nati. Il dolore di venire al mondo (231)
A. Blackwood, I salici (48, 112, 209)
W. P. Blatty, L’esorcista (107-108)
W. S. Burroughs, Le città della morte rossa (219-220)
W. S. Burroughs, Pasto nudo (220)
W. S. Burroughs, Terre occidentali (118)
R. Campbell, Demons by Daylight (43)
J. Conrad, Cuore di tenebra (106)
G. Csàth, Oppio e altre storie (214)
J. Ferry, Le tigre mondain (213)
N. V. Gogol’, Il cappotto (162, 211)
N. V. Gogol’, Il naso (211)
S. Grabinski, L’amante di Szamota (234)
S. Grabinski, L’area (234)
K. Hamsun, Fame (177)
H. Hesse, Il lupo della steppa (177)
G. Heym, L’autopsia (73)
E. T. A. Hoffmann, L’uomo della sabbia (229)
W. S. Home, Hollow Faces, Merciless Moons (213)
A. E. Housman, Un ragazzo dello Shropshire (151)
E. Ionesco, La foto del colonnello (213)
S. Jackson, L’incubo di Hill House (20-21, 29, 127)
F. Kafka, Il processo (154, 162, 245)
P. Kapleau, I tre pilastri dello Zen (169)
D. Kiš, Giardino, cenere (213)
T. E. D. Klein, I fatti di Poroth Farm (151, 212)
Lautréamont, Canti di Maldoror (102)
J. S. Le Fanu, Tè verde (59)
H. P. Lovecraft, Il caso di Charles Dexter Ward (107, 241)
H. P. Lovecraft, Il colore venuto dallo spazio (39, 45, 48, 175)
H. P. Lovecraft, L’estraneo (231)
H. P. Lovecraft, L’immagine della casa (240)
H. P. Lovecraft, Le montagne della follia (45)
H. P. Lovecraft, La musica di Erich Zann (26, 45, 112)
H. P. Lovecraft, Nyarlathotep (244)
H. P. Lovecraft, L’ombra venuta dal tempo (26, 45)
H. P. Lovecraft, Il richiamo di Cthulhu (175)
H. P. Lovecraft, La ricorrenza (26)
H. P. Lovecraft, Vicende riguardanti lo scomparso Arthur Jermyn e la sua famiglia (153)
A. Machen, Arcieri (25)
A. Machen, Il grande dio Pan (207)
A. Machen, Il popolo bianco (207)
A. Machen, I tre impostori (207)
C. Michelstaedter, La persuasione e la rettorica (134)
L. Millman (a cura di), A Kayak Full of Ghosts: Eskimo Tales (213)
V. Nabokov, Lolita (115)
R. Otto, Il sacro (115)
E. A. Poe, Il barile di Amontillado (165, 216)
E. A. Poe, Il crollo della casa Usher (155, 175, 211)
E. A. Poe, Il cuore rivelatore (25, 155, 165, 209, 211)
E. A. Poe, Filosofia della composizione (248)
E. A. Poe, Marginalia (113)
E. A. Poe, La maschera della morte rossa (35, 39)
J. P. Sartre, La nausea (177)
B. Schulz, La via dei coccodrilli (118)
G. Stein, C’era una volta gli americani (247)
D. F. Wallace, La persona depressa (152)
S. I. Witkiewicz, Sonata di Belzebù (214)
P. W. Zapffe, L’ultimo messia (97, 139, 153)

Film

2022: I sopravvissuti (233)
L’alba dei morti viventi (174)
Alien (73, 174)
Apocalypse Now (105)
A prova di errore (174)
A sangue freddo (173)
A Venezia… un dicembre rosso shocking (174)
Bel Air (174)
Il buio oltre la siepe (174)
Cape Fear (174)
Carrie – Lo sguardo di Satana (174)
C’era una volta in America
 (82)
Chinatown (173)
Codice Trinity: attacco all’alba (174)
Comma 22 (173)
La conversazione (173)
Copycat (174)
La cosa (73, 174)
… e l’uomo creò Satana (174)
Equus (173)
L’esorcista (174)
La formula (136)
Il gabinetto del dottor Caligari (27, 73)
Il giorno dei morti viventi (175)
Impostor (174)
Inception
(244)
Gli invasati (20, 29, 127, 174)
L’invasione degli ultracorpi (174)
JFK (174)
Il maratoneta (173)
Minority Report (174)
Misery non deve morire (174)
La mosca (174)
Il mostro (174)
Nosferatu (27)
La notte dei morti viventi (175)
Oltre il giardino (173)
Il padrino (173)
Perché un assassino (174)
Piccoli omicidi (206)
Poltergeist (174)
Psycho (174)
Il presagio (174)
Quel pomeriggio di un giorno da cani (173)
Quinto potere (173)
I ragazzi venuti dal Brasile (173)
Relentless (174)
Il seme della follia (175)
Sette giorni a maggio (174)
Se7en (167, 174)
Shining (174)
Sindrome cinese (174)
Sleuth (173)
La spia che venne dal freddo (173)
La stangata (173)
Sweeney Todd (151)
La talpa (173)
Taxi Driver (173)
Total Recall – Atto di forza (174)
I tre giorni del Condor (136)
Tutti gli uomini del presidente (173)
Tutti gli uomini di Smiley (173)
Gli uccelli (174)
Ultimi bagliori di un crepuscolo (174)
Vampyr
(27)

Per me, leggere un racconto dell’orrore dovrebbe somigliare molto a sognare, e più simile a un sogno è un racconto, più mi colpisce. Non sono il primo a dire che l’incubo, non il giornale del mattino, è il modello ideale per la narrativa horror. Persino l’elemento soprannaturale è sacrificabile. Tuttavia, quello che rimane cruciale è la sensazione del soprannaturale, la sensazione di qualcosa di tremendo e meraviglioso che va oltre ogni analisi, una sensazione che potrebbe benissimo essere ispirata da qualcosa che di solito consideriamo «normale», come la pazzia o la morte (Poe lo fa con risultati incredibili, specialmente nel Cuore rivelatore, dove sfrutta una semplice vignetta raccapricciante per evocare tutta la potenziale singolarità, il mistero, l’orrore spirituale della morte e della pazzia). E il senso del soprannaturale è qualcosa che nasce dal confronto tra il lettore e il racconto, non da una divisione tra reale e irreale interna al racconto stesso. Naturalmente, avere livelli diversi di realtà narrativa è utile e va bene, ma non per forza è una fonte di orrore. Una volta che sei intrappolato in un incubo – intendo un incubo come si deve – nessuno deve venire a chiederti di sospendere l’incredulità riguardo all’orrore che sta per travolgerti. Per Lovecraft, la violazione delle leggi di natura era il concetto più terribile della mente umana, ma in un racconto del soprannaturale una violazione di questo tipo potrebbe altrettanto facilmente liberarci dal terrore, a seconda di chi la sta praticando e perché (cito le potenze benevole degli Arcieri di Machen). Persino Lovecraft era irritato dal giogo del tempo e sognava di esserne libero, ma le possibilità che ne derivano non sono una scampagnata, nel suo L’ombra venuta dal tempo. Il significato di un evento dipende dalla coloritura emotiva che gli danno i partecipanti o gli spettatori, o da come l’evento è vissuto o ritratto. La letteratura è piena di esempi in cui un’«intrusione» soprannaturale nella realtà quotidiana non porta scompiglio e non disturba. Tutto dipende da come lo scrittore presenta il materiale e da come il lettore lo percepisce. La sensazione dell’orrore deriva dalla doppia natura di un fenomeno che al tempo stesso è straordinario e minaccioso in una maniera molto particolare. Da qui l’ampia varietà di forme che l’orrore assume nella narrativa, dai nani malefici di Machen agli dèi ciclopici di Lovecraft. È tutto estremamente soggettivo. Il punto di vista, in narrativa o nella vita, è tutto. Messo nella giusta prospettiva, il caos universale potrebbe essere un gran bello spasso. E, dopo tutto, esiste gente che crede sinceramente nel soprannaturale senza perdere le rotelle. Quindi: l’orrore non è questione di metafisica ma di emozione. Per questo l’atmosfera è così importante: è il segnale e il generatore del senso; può riempire di emozione un evento oggettivamente neutrale.

Tratto da Thomas Ligotti. Nato nella paura, a cura di Matt Cardin
(Il Saggiatore, 2019 – traduzione di Luca Fusari, pagg. 25-26)

Il soprannaturale è la controparte metafisica della follia, e ciò rende il genere dell’orrore soprannaturale il miglior veicolo possibile per esprimere l’incubo misterioso di una mente cosciente naufragata in questa casa infestata che è il mondo, e portata alla pazzia dal suo incredibile raccapriccio. Questo tipo di orrore non ha niente a che vedere con la disumanità dell’uomo verso l’uomo, ma è una demenza necessaria, un ordine superiore di bizzarria e desolazione incorporato nel sistema in cui noi tutti funzioniamo.

Tratto da Thomas Ligotti. Nato nella paura, a cura di Matt Cardin
(Il Saggiatore, 2019 – traduzione di Luca Fusari, pag. 95)

Il più grande sogno della letteratura del soprannaturale è rappresentare con il massimo grado di intensità l’immagine dell’universo come una sorta di incubo incantatore.

Su Quaderni d’Altri Tempi recensisco la raccolta delle interviste a Thomas Ligotti selezionate da Matt Cardin: Nato nella paura.

Cose belle scovate in giro. In queste infografiche elaborate per The Pudding, Matt Daniels prova a farci percepire il mondo da un’angolazione diversa, che entra in risonanza con certe visioni fantascientifiche, anche molto cupe, che evocano alla memoria La terra dell’eterna notte di William Hope Hodgson o L’ultimo castello di Jack Vance, ma anche film come Land of the Dead di George Romero.

Appare chiaro, guardando queste rappresentazioni, come il mondo risulti sempre più spaccato a metà, diviso tra città sempre più grandi e popolose, in grado per loro natura di attirare investimenti su servizi e infrastrutture, e campagne sempre più povere e spopolate. Il declino degli stati-nazione si accompagna a una nuova fioritura delle città-stato.

Altrettanto interessante, ma questa è una riflessione del tutto personale, lo sviluppo, nei paesi più minacciati dal cambiamento climatico per via della loro distribuzione demografica, come Cina e Indonesia, di grandi città nell’interno, in posizioni all’apparenza poco strategiche in un’economia dominata dal commercio marittimo, come se Chongqing e Bandung stessero crescendo in previsione di assimilare anche la popolazione che a un certo punto dovesse essere smobilitata dal Pearl River Delta o da Jakarta in conseguenza delle crisi climatiche già in corso.

Un po’ come L’ultimo banchetto di Arlecchino di Thomas Ligotti, ma con i Krampus dell’Alto Adige.

Troppo pigro e troppo poco tempo in questo periodo per scrivere qualcosa, ma particolarmente orgoglioso di aver offerto uno spunto a questo ottimo articolo di Massimiliano Gallo, direttore del Napolista, che condivido parola per parola, sul pessimo momento che la squadra sta attraversando.

Quindi, alla fine Matera è riuscita ad avere, come ci auguravamo, il suo anno da Capitale Europea della Cultura. E nel 2020 in qualche modo continuerà a splendere nei nostri occhi di spettatori grazie all’arrivo nelle sale del nuovo 007 (un connubio, quello tra Matera e la spy story, che già avevamo in qualche modo anticipato in tempi non sospetti). Tutto bene quel che finisce bene, dunque? Su Internazionale è apparso oggi un interessante articolo che traccia un bilancio di questo 2019, e del modo che la città ha scelto per affrontarlo. E non sono tutte luci.

Direttive

Vivere anche il quotidiano nei termini più lontani. -- Italo Calvino, 1968

Neppure di fronte all'Apocalisse. Nessun compromesso. -- Rorschach (Alan Moore, Watchmen)

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Avviso ai naviganti

Mi chiamo Giovanni De Matteo, per gli amici X. Nel 2004 sono stato tra gli iniziatori del connettivismo. Leggo e guardo quel che posso, e se riesco poi ne scrivo. Mi occupo soprattutto di fantascienza e generi contigui. Mi piace sondare il futuro attraverso le lenti della scienza e della tecnologia.
Il mio ultimo romanzo è Karma City Blues.

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