Al culmine di uno sforzo internazionale che ha impegnato scienziati da quaranta paesi, il consorzio internazionale EHT (Event Horizon Telescope) ha diffuso ieri la prima immagine di un buco nero. La foto del buco nero supermassiccio che si trova al cuore della galassia M87, distante 53 milioni di anni luce da noi, è il risultato di due anni di elaborazioni dei dati raccolti da una rete di otto radiotelescopi: 5 Petabyte che per poter essere processati da un algoritmo elaborato dalla dottoranda del MIT Katherine Bouman hanno dovuto essere spediti per aereo. L’immagine che ci ha restituito il programma EHT è quella di un mostro della massa di 6,5 miliardi di soli, circondato da un disco di accrescimento di gas ionizzati incandescenti del diametro di 0,39 anni luce, che orbitano intorno al buco nero alla velocità di 1.000 km/s.

Per celebrare questa impresa, che già in molti salutano come la foto del secolo, destinata ad aprire una nuova era nella storia dell’astrofisica, ho pensato di proporre ai lettori del blog un racconto che risale al 2005, originariamente apparso sulle pagine di Continuum (ma non più disponibile on-line) e in seguito ristampato in una versione leggermente rimaneggiata nell’antologia Frammenti di una rosa quantica (2008). Ed è in questa versione che ho pensato di proporvelo, in sette post a partire da oggi, uno per ogni capitolo del racconto.

Enjoy!

  1. Vai profondo, Jerry Lone!
  2. L’incognita Y
  3. Una storia dal Gorgo
  4. Economia del recupero
  5. Frammenti di una rosa olografica
  6. Resurgam
  7. Ergosfera per principianti

 

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