Si è conclusa la prima fase del Premio Italia 2019 e sono stati resi noti i finalisti delle diverse categorie. Un po’ a sorpresa, Karma City Blues è riuscito a ritagliarsi un posticino in finale, in compagnia di romanzi che nel 2019 hanno tenuto alta la bandiera della fantascienza italiana: opere recensite benissimo come Stormachine di Franci Conforti e Il potere di Alessandro Vietti, l’ultima fatica di un maestro del genere come Pier Francesco Prosperi (Il processo numero 13), e last but not least il romanzo più atteso della scorsa stagione letteraria, Naila di Mondo9 di Dario Tonani (che ho recensito qui). Autori e autrici che sono anche degli amici e degli esempi, e come hanno già scritto loro altrove l’esito della categoria rende merito a un’annata di altissimo valore.

Così sarebbe stato anche se uno qualsiasi dei candidati validi rimasti esclusi dalla finale fosse entrato nella cinquina al posto di KCB, perché quest’anno la competizione era più agguerrita che mai. Per citare una lista parziale, correndo l’inevitabile rischio di attirarmi qualche maledizione, Icarus di Giovanna Repetto, Futuro invisibile di Emanuele Boccianti e Luca Persiani, Madre nostra di Stefano Paparozzi, T di Alessandro Forlani, Riviera Napalm di Luca Mazza e Jack Sensolini, I Simbionti di Claudio Vastano, I Camminatori vol. 1 di Francesco Verso, Korchin e l’odio di Lukha B. Kremo, Punico di Sandro Battisti e ovviamente Il fantasma di Eymerich del maestro di tutti noi Valerio Evangelisti, non avevano e non hanno nulla da invidiare a KCB.

Per questo, a prescindere dall’esito finale, ritengo già una vittoria essere riuscito a entrare in una cinquina finalista come questa, onore che già mi era toccato con i precedenti due romanzi. Ringrazio quindi tutti i lettori e votanti che hanno voluto segnalare Karma City Blues.

E grazie anche a tutti i lettori e votanti che hanno voluto segnalare Next-Stream. Visioni di realtà contigue tra le antologie, altra categoria in cui ottimi volumi si sono dati battaglia (in alcuni casi, anche qui, con mancate inclusioni di grande rilievo, come Iperuranio e La vittoria impossibile o Il lettore universale di Andrea Viscusi), e Filosofia della fantascienza tra i saggi in volume, così come anche il mio Civiltà di prova e Lost by Univers di Linda De Santi (pubblicato su Next Station) tra i racconti su pubblicazione non professionale, Angeli killer per le strade di San Francisco tra gli articoli su pubblicazione non professionale, ma anche Harlan Ellison, o l’immaginazione al potere, che seppur di poco purtroppo non ce l’ha fatta a spuntare la finale tra gli articoli apparsi su pubblicazione professionale. Ai link potrete leggere i racconti e l’articolo finalista prima di passare alla prossima e ultima fase.

Ma mi fa soprattutto piacere vedere il nome di Giuseppe Lippi tra i candidati a vincere il premio come miglior curatore: per lui sarà purtroppo l’ultima occasione, spero sinceramente che la comunità degli appassionati non si lasci sfuggire l’occasione di tributare un ultimo doveroso omaggio alla sua gigantesca figura e al ruolo che ha rivestito nel fantastico e nella fantascienza italiani in oltre quarant’anni di carriera e passione.

Come ha scritto il curatore/supervisore del premio Silvio Sosio nel suo annuncio su Fantascienza.com, quest’anno nella prima fase i votanti sono stati ben 348, quasi il 20% in più rispetto agli ultimi due anni. E la maggiore partecipazione al premio, insieme a una maggiore varietà nelle segnalazioni valide ricevute, rappresenta un ulteriore segnale di crescita, in linea con il trend delle ultime stagioni.

In bocca al lupo a tutti i finalisti!

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