Viviamo in un’epoca usa-e-getta. La velocità ci toglie il respiro. Siamo continuamente incalzati da diverse correnti di novità – una tempesta, a guardar bene – e per farne esperienza siamo disposti a sacrificare tutto. Occorre tenere il passo, per accumulare quanto più ci riesce possibile. Ma per favorire l’accumulo, troppo spesso facciamo un torto al nostro gusto e col tempo rischiamo di disperdere il piacere che si accompagna all’esperienza: sia essa la lettura di un buon libro, la visione di un bel film o l’ascolto di un bel disco.

Lo so, c’è così tanta roba che merita di essere scoperta e apprezzata che è impossibile soffermarsi su tutto. Eppure dovremmo imparare a separare l’attitudine dalla patologia. Bisognerebbe dichiarare guerra alla ricerca spasmodica, esasperata, ossessiva del nuovo, perché ci sono cose che si apprezzano meglio se degustate con calma, lasciandole sedimentare sul palato e nella mente. Cose anche piccole, come questo corto di Peter Lewis, “vecchio” ormai di quattro anni: s’intitola The Camera e a suo tempo (era il 2012) lo scoprii grazie a Fantascienza.com. Ad oggi è l’unica opera nel curriculum del suo regista e sceneggiatore, che volle dedicarlo a una misteriosa ragazza scomparsa a soli 23 anni.

Una casa abbandonata sulla spiaggia, una partitura avvolgente che accompagna una ragazza alla scoperta di una vecchia fotocamera Polaroid, che naturalmente non è quello che sembra. Un espediente per raccontare una storia di fantasmi sull’orlo del tempo, ma anche una storia di ricordi perduti, e di realtà che si annidano in altre realtà…

No, prendetevi otto minuti e godetevelo. E poi magari riservatevi altri cinque minuti per lasciarlo decantare come si conviene a un buon vino. Il corto li vale tutti. E il mondo, là fuori, potrà tranquillamente sopravvivere prima che voi torniate ad occuparvene.

The Camera (short film / original score) from Peter Lewis on Vimeo.

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