Corpi spenti è in edicola ormai da dieci giorni e la sequenza di segnalazioni si allunga. Questa volta è stato il turno di Fantascienza.com, il portale italiano della fantascienza, che ringrazio attraverso le persone del direttore Silvio Sosio e del caporedattore Giampaolo Rai:

La Napoli del 2061 immaginata da Giovanni De Matteo è sempre una metropoli di stridenti contrasti. Innovazioni tecnologiche e degrado si mescolano in un insieme assediato dal kipple, la cintura di spazzatura semi-senziente che circonda la città. A peggiorare le cose un difficile momento politico. L’unità d’Italia è a rischio: trame non chiare si stanno compiendo e non sembrano preludere a nulla di buono.

Del libro, attraverso un servizio sulla presentazione tenuta a Bellaria lo scorso maggio, si è parlato anche su La Zona Morta grazie alla cronaca meticolosa e puntuale dell’amico Filippo Radogna:

“Il romanzo – ha fatto presente De Matteo – è un future noir nel quale la trovata fantascientifica è più di un pretesto e svolge un ruolo funzionale alla trama. Si tratta appunto della facoltà, concessa dall’avanzamento della tecnologia e delle conoscenze umane nel campo neurocognitivo, di passare allo scanner la memoria dei morti. Nel romanzo – ha quindi proseguito – si avverte l’influsso del cyberpunk e la stessa trovata fantascientifica dell’indagine psicografica, che ho pensato come metafora delle conseguenze rivoluzionarie di un’ipotetica Singolarità Tecnologica, ha una forte connotazione post-cyberpunk, con qualcosa di più delle sfumature post-human. Proprio dall’amalgama di questa eterogeneità culturale emerge il carattere più connettivista del romanzo”.

Dopo questo gioco ricorsivo di citazioni, torniamo in orbita thriller. Anche Thriller Café, tra i più seguiti e attenti blog dedicati alla letteratura poliziesca, in tutte le sue sfumature dal giallo al nero, ha segnalato Corpi spenti sulle sue pagine. Grazie a Giuseppe Pastore.

E infine torniamo a Thriller Magazine, che proprio oggi ospita un mio intervento sulle contaminazioni tra i generi, nel quale – ancora una volta grazie a Lucius Etruscus che mi ha suggerito l’argomento – prendo spunto dalla natura del romanzo per parlare delle affinità elettive tra crime e science fiction. Buona lettura!

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