Il giorno è arrivato! Da oggi potete trovare in edicola Corpi spenti: un distillato purissimo di angoscia urbana post-cyberpunk da centellinare con cura. Il volume cartaceo targato “Urania” sarà disponibile per tutto il mese di giugno, a richiesta dal vostro edicolante di fiducia. L’edizione digitale del romanzo resterà inoltre disponibile al download sui principali store on-line: Amazon, BookRepublic, IBS, inMondadori, LaFeltrinelli, a seconda dei vostri gusti e delle vostre adesioni ideologiche. In attesa della copertina del volume, eccovi intanto la copertina proprio dell’e-book, a firma di Franco Brambilla:

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La quarta:

Nel 2049 sono cominciate le operazioni della Sezione Investigativa Speciale di Polizia Psicografica, un gruppo di agenti che possono estrarre informazioni dai morti, recuperandone la memoria. Sono i necromanti e il loro uomo di punta, Vincenzo Briganti, ha risolto nel 2059 il caso battezzato ufficiosamente Post Mortem (ma pubblicato su “Urania” come Sezione π²). Ora siamo nel 2061, anno del bicentenario dell’Unità italiana, e la Bassitalia sta per secedere dal resto del paese “come una coda di lucertola”. Sulla manovra gravano pesanti ipoteche, perché qualcuno pensa di trasformare il Territorio Autonomo del Mezzogiorno in una vera e propria riserva di caccia per i signori della nuova società feudale. Briganti e i suoi colleghi avranno poco meno di un mese per scoprire tutti gli intrighi ed evitare che il Territorio si trasformi in un ghetto tecnologico per schiavi del lavoro… o molto peggio.

E per darvi un’idea del guaio in cui state andando a cacciarvi, eccovi un estratto in esclusiva:

– I nostri corpi hanno bisogno di cure. Attenzioni particolari.

– Oltre a quelle dei frelk, vuoi dire.

– Siamo perfette ma delicate. Necessitiamo di cure ricostituenti, nel vero senso dell’espressione. Così, ogni diciotto mesi ci sottoponiamo ai trattamenti biochimici della Ksenja. L’hansa ha un contratto di servizio con i loro laboratori. Il prezzo della perfezione è un deperimento accelerato dei tessuti. Ci facciamo ripulire periodicamente dalle scorie indotte dagli effetti collaterali della neutralizzazione e dall’esposizione prolungata ai raggi cosmici.

Le spaziali erano figlie del loro tempo e rappresentavano la prima modifica biologica applicata su scala industriale al corpo delle persone. Lo scopo era dei più nobili: la conquista della frontiera spaziale. La missione meritava quel sacrificio e l’hansa, l’ente aerospaziale preposto allo sfruttamento commerciale dell’alta atmosfera e dello spazio prossimo alla Terra, era ben lieto di pagare il prezzo necessario alle volontarie che, previo l’assenso o per decisione dei genitori o dei tutori legali, sceglievano di sottoporsi al trattamento per la neutralizzazione. Un corpo bloccato agli albori della pubertà e la deroga dal diritto di procreare formavano il prezzo imposto alle ragazze per sposare il sogno dello spazio.

Le spaziali crescevano, invecchiavano, ma il loro corpo non maturava al punto di esprimere appieno i caratteri sessuali. Per questo erano chiamate anche “angeli”. Angeli spaziali. E, come cominciava a realizzare Guzza, accomunate da questa esperienza formavano una sorta di sorellanza.

– Sarà, ma non siete poi così perfette come pretendete di essere, se dovete venire a spurgarvi delle vostre scorie in questo buco in culo al pianeta Terra.

– Resistiamo, capo – disse la biondina, con tono inappellabile. – Non ci è concesso di più. Cosa si può dire di voi?

PS: Come se non bastasse, da ieri è disponibile in e-book per l’etichetta Robotica.it di Delos Digital anche il racconto Il lungo ritorno di Grigorij Volkolak, già pubblicato da Robot un paio di anni fa e nominato tra i finalisti al Premio Italia 2013. Come Corpi spenti, il titolo è disponibile per il download sul Delos Store, su Amazon, su BookRepublic, su IBS, su inMondadori o su LaFeltrinelli, per citare qualche store on-line, in base ai vostri gusti e alle vostre convinzioni politico-religiose. Avremo modo di riparlarne con calma.

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