Come nel caso di Sezione π² le immagini oniriche dei necromanti devono molto all’estetica angosciosa e disturbante del grande Zdzisław Beksiński. Il suo è un cupo esistenzialismo impregnato di inquietudine. Potete perdervi nei suoi mondi oscuri in una delle diverse gallerie virtuali che presentano le sue opere straordinarie, dal sito ufficiale dedicato all’artista polacco a questa ricchissima collezione web. Qui di seguito riproduco alcuni scorci dalle terre dell’incubo, che mi sono stati di particolare aiuto in Corpi spenti.

Zdzisław Beksiński 01

Zdzisław Beksiński 02

Zdzisław Beksiński 03

Zdzisław Beksiński 04

Quando la nebbia si disperde, davanti a lui si delineano le sagome di manufatti familiari. Sono sedie – un numero imprecisato di sedie, nel bel mezzo di quella vuota vastità.

Su una di queste riposa un pensatore triste, avvolto in una mantella rossa. Il Viandante contempla gli arbusti rinsecchiti che spuntano dalla cenere e si aggrappano alle gambe della sedia. In alto, lo schiarirsi della bruma ha rivelato la profondità siderale di un cielo d’acciaio. Stanotte le conformazioni stellari sembrano disposte per evocare l’immagine di una gigantesca ameba scintillante, fluttuante nel vuoto.

Stelle come neuroni, riflessi come dendriti e sinapsi…

Per una frazione di secondo il Viandante viene folgorato dall’immagine del cielo e vede in essa una proiezione olografica dell’attività neurale del pensatore. Per un istante si chiede se tutto il mondo intorno a lui non si origini dalla mente dell’uomo immobile e silenzioso, come il prodotto di un sogno.

Se ne è parte, non può essere un frutto della sua immaginazione il Viandante stesso?

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